Il Cardinale Peter Turkson a Medjugorje: “Qui le persone ritrovano senso e fede”

Prima dell’inizio della Santa Messa, è stato accolto e ringraziato dal vicario parrocchiale di Medjugorje, fra Antonio Primorac

Il cardinale Peter Turkson, Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha presieduto la Santa Messa a Medjugorje venerdì 13 febbraio. Si trovava in visita privata e, accompagnato dal suo segretario, ha visitato i luoghi di preghiera di Medjugorje e la stazione radiofonica Mir Medjugorje.

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Il cardinale Turkson ha ricoperto diversi incarichi in Vaticano: è stato Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace dal 2009 al 2017, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale dal 2017 al 2021 e, in precedenza, Arcivescovo di Cape Coast in Ghana dal 1992 al 2009. È stato creato cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel 2003.

È membro del Dicastero per la Dottrina della Fede, del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, del Dicastero per l’Evangelizzazione e del Dicastero per l’Unità dei Cristiani.

Prima dell’inizio della Santa Messa, è stato accolto e ringraziato dal vicario parrocchiale di Medjugorje, fra Antonio Primorac, che ha anche tenuto l’omelia. Nell’intervista rilasciata per Radio Mir, il cardinale ha parlato della sua esperienza a Medjugorje.

«Ho sentito parlare di Medjugorje un po’ di tempo fa – ha raccontato il cardinale Turkson – fin dall’inizio della vicenda dei veggenti e, soprattutto, quando la questione fu sottoposta allo studio e alla valutazione del Vaticano. Faccio infatti parte del Dicastero per la Dottrina della Fede, che ha ricevuto il compito di verificare l’autenticità delle apparizioni e delle visioni. Ho quindi partecipato agli studi, seguendo le visite dei cardinali inviati qui per approfondire la situazione. Ma questo riguarda l’aspetto intellettuale, di studio e di ricerca. C’è poi un’altra dimensione, personale e spirituale, ed è il vero motivo che mi ha portato qui: non la ricerca, ma l’esperienza religiosa. Sono stato incoraggiato da un’amica, una dottoressa ghanese che esercita da 38 anni in Germania».

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Il cardinale ha inoltre sottolineato di aver ascoltato molte testimonianze sulla vita religiosa di Medjugorje: «Se questa è la mia prima visita, posso dire che la fama di Medjugorje ha preceduto di molto il mio arrivo. Già questo spiega perché le Messe quotidiane siano sempre affollate: la gente arriva persino con le proprie sedie, come prevedendo una grande partecipazione. È davvero impressionante. Vengo da un luogo come l’Italia, da Roma, dove pure l’esperienza religiosa è fortissima: lì hanno vissuto Pietro, Paolo, e si sono svolte le testimonianze dei primi martiri. Tuttavia, quella storia non muove la gente come avviene qui. Forse perché è percepita come troppo lontana nel tempo. Ma l’esperienza religiosa non dovrebbe mai appartenere al passato: la distanza temporale serve solo ad affermare che Dio c’è, che la sua presenza continua. Il tempo non dovrebbe diminuire il senso religioso, ma nutrirlo. Qui la fede è ancora viva: la gente viene a riscoprirla. Ho sentito storie di persone che, dopo la Cresima, si erano allontanate dalla Chiesa e che, all’improvviso, hanno ritrovato la fede proprio qui. La dottoressa di cui parlavo, nella sua pratica in Germania, è testimone di molti miracoli: pazienti che, prima ancora di ricevere i medicinali, iniziano a sentire la guarigione già nel dialogo con lei. Non vorrei usare parole come potere o forza, ma l’esperienza religiosa di questo luogo è così diffusa da toccare la vita di molte persone e renderle capaci di portare fuori ciò che hanno vissuto qui, raggiungendo altre persone, altre vite».

Il cardinale Turkson, come membro del Dicastero per la Dottrina della Fede, è stato coinvolto anche nel processo che ha portato al nihil obstat relativo a Medjugorje.

«Questo documento – ha spiegato – serve a consolidare la fede e l’esperienza che il popolo vive in questo luogo. È una conferma che dà validità a quanto accade qui. In questo senso incoraggia molti pellegrini nel loro desiderio di venire a ristabilire il rapporto e il contatto con Dio, con Gesù, attraverso sua madre, Maria».

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