Terzo giorno del 37° Festival dei giovani – Padre Jozo Grbeš: "Scegliete la libertà e l'amore, sarete sempre felici"

"Cari giovani, cari fratelli e sorelle, siamo qui perché vogliamo riempire le nostre anime, raccogliere le forze e intraprendere di nuovo la vita di testimoni di Cristo. Siamo qui perché non vogliamo guardare indietro, ma avanti, non vogliamo vivere una vita di rimpianti e rimorsi, ma una vita di perdono e di gioia", ha detto padre Jozo Grbeš, provinciale della Provincia Francescana dell'Erzegovina, introducendo la celebrazione della Messa del terzo giorno del 37° Festival di preghiera dei giovani e invitandoli a prendere una decisione che darà forma a una vita priva di rimpianti futuri.
Padre Jozo Grbeš, durante l'Eucaristia concelebrata da 672 sacerdoti, ha iniziato la sua omelia affermando che tutto ciò che esiste ha le sue fondamenta e che, senza di esse, nulla può reggersi né sopravvivere. Ha proseguito ricordando che dal Vangelo emerge chiaramente come Gesù abbia dedicato più tempo e parole a due realtà in particolare: l'amore e la libertà.
"Dio ha creato gli esseri umani liberi e l'amore è impossibile senza libertà! La libertà è la parte più bella e al tempo stesso più pericolosa dell'esistenza umana. La vera libertà non è solo la capacità di fare ciò che si vuole; è la capacità di scegliere la verità e l'amore. Di scegliere sempre ciò che è più vero e migliore nella vita. Credo che la profondità della felicità umana dipenda da queste realtà. Gesù ha liberato le persone da tutto e ha detto loro che esiste un solo comandamento: l'amore.
La libertà è un dono di Dio e senza di essa la vita non ha senso! Senza di essa nulla ha senso. L'uomo è costantemente tentato di rinunciare alla libertà. Cristo dice: "La verità vi farà liberi" (Gv 8,32). Questo è sempre vero. È vero anche per noi oggi. Ecco perché la verità è per sempre l'essenza stessa della libertà. Credo che la vera libertà derivi dalla verità." I due fanno parte dello stesso cerchio, della stessa vita", ha detto padre Jozo, esortando i giovani presenti a Medjugorje a non "vendere" la propria vita a nessuno.
"Siate voi stessi, originali dell'amore di Dio. Nel mondo, nella civiltà in cui viviamo, ci sono molte persone vendute, catturate, dipendenti. Il nostro tempo è diventato un tempo di dipendenza. Dipendenza da tutto ciò che ‘promette’, ma solo ‘promette’ libertà, e a causa di tali ‘promesse’, l'uomo è sempre meno libero", ha affermato padre Jozo, ricordando alcune delle dipendenze del mondo odierno: il mondo digitale, l'egocentrismo, l'approvazione altrui, il piacere, il consumismo, l'intrattenimento e la distrazione, il potere, la corruzione, il controllo e la pornografia...
"Così la libertà è stata annegata, comprata dalla dipendenza, dal potere, dalla politica, dal denaro, dalla fama, dalle promesse… Voglio solo esprimervi il mio augurio: che non sia così per voi. Che non sia così per voi! Abbiate il coraggio di essere diversi”, ha detto padre Jozo, aggiungendo che “il male umano deriva da un uso improprio della libertà, non dalla libertà in sé", per poi passare a parlare dell'altra grande realtà e dell'unico comandamento del Signore: l'amore.
"Quest'anno celebriamo il grande giubileo: l'ottocentesimo anniversario di San Francesco, ottocentesimo anno in cui abbiamo ripetuto il compito che dice: L'amore ha la precedenza su tutto! Apre le porte del cielo e della terra! Ottocentesimo anno della chiamata alla semplicità in una Chiesa complessa e in un mondo confuso. Ottocentesimo anno della Regola dell'Ordine Francescano, la cui prima e più importante frase dice: ‘La Regola e la vita dei Frati Minori è questa: osservare il Santo Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo...’", ha affermato padre Jozo Grbeš, ricordando che " San Francesco ci ha solo ricordato ciò che è importante”.
"Non c'è bisogno di essere francescani per comprendere, accettare e vivere questa semplicità che parla d'amore quando dice: ‘Dando, si riceve di più’. Se solo comprendiamo bene questa frase, vivremo bene! Francesco ci riporta all'inizio, alle fondamenta, a quello che è il tema di questa Pentecoste: conoscere le nostre fondamenta, riscoprire Cristo! Francesco era un uomo libero, libero nella rinuncia, libero nella vicinanza a Cristo Signore, libero in se stesso, ed è per questo che ha saputo riassumere questa libertà e semplicità in poche parole. Credo che l'amore crei libertà, che le persone che vivono l'amore plasmino la libertà", ha proseguito padre Jozo, ribadendo che un uomo prigioniero e non libero non può creare nulla di nuovo o di migliore, perché solo l'amore è creativo.
Ha poi parlato della nostra civiltà, che ha assistito all'ascesa e al trionfo dell'«io» moderno, e di come, a causa di questo egoismo, l'uomo contemporaneo si sia smarrito.
"Lo vediamo nella cultura, nella musica, nello sport, nel politicamente corretto, nella politica, che spesso è sinonimo di prostituzione, di traffico di persone e di valori ", ha detto padre Jozo, esortando i giovani a non aver paura di stare a testa alta e con dignità, per essere il lievito di un mondo nuovo e migliore.
"Siate migliori della generazione che vi ha preceduto. Scegliete la libertà e l'amore, sarete sempre felici. Scegliete la verità, è divina. Scegliete il Vangelo, vi darà un senso ", ha detto il provinciale padre Jozo Grbeš ai giovani durante l'omelia.
Dopo la Santa Messa si sono tenute la preghiera davanti alla Croce e una meditazione con le candele, che migliaia di giovani hanno acceso una ad una a partire dal Cero Pasquale, a simboleggiare la diffusione della luce di Cristo su tutti noi.
L'intera giornata è stata ricca di appuntamenti, a partire dalla preghiera del mattino guidata dal parroco padre Zvonimir Pavičić, seguita da una catechesi sul digiuno tenuta da padre Ljubo Kurtović, dalla testimonianza del gruppo di preghiera giovanile Ubi Caritas della Corea del Sud e dalla presentazione del lavoro dei volontari di Mary's Hands e Mary's Meals. Nel pomeriggio, lo slovacco Michal Libant ha portato la sua testimonianza sul ministero di portare Gesù e la sua misericordia a numerosi detenuti, mentre l'attrice brasiliana Lenita Medianeira Medina Schimitt (in arte Lenita Medina) ha raccontato la sua conversione, i traumi vissuti, l'addio al mondo dello spettacolo e il suo attuale impegno nell'accompagnare i pellegrini a Medjugorje.
